lunedì 27 febbraio 2012

Uomo tra i ficodindia,varie fasi ritratto di un amico (33x48 matite colorate )
La fenice e la tigre,  varie fasi pirografia ( saldatore su compensato 33x48 )
Ritratto di Dean Deblois, varie fasi ( 33x48 matite colorate )
Varie fasi, ritratto di un uomo in spiaggia (33x48 matite colorate)
Nano guerriero varie pose (33x48 china)
Il curatore del blog ha ripreso a disegnare, quindi eccovi una sfilza di disegni con pochi commenti. Incantatrice (33x48 china )

martedì 5 luglio 2011

Sciamano :
O Grande Spirito dell'Orso Nero
io ti invoco con amore sincero,
attraverso la divisione con rispetto
giungi al mio cospetto.


Spirito Dell'Orso Nero :
Cosa vuoi piccolo uomo,
nomato sciamano perchè non domo?


Sciamano :
Voglio una famiglia, un lavoro, un posto per dormire,
un piatto caldo di minestra ed una finestra sul cortile.


Spirito Dell'Orso Nero :
E' perchè vuoi tutto questo? Tu che hai visto la verità dietro il Velo,
cavalcando sulla schiena aggrappato al mio pelo?


Sciamano :
Perchè ho visto e conosco quello che ci aspetta,
la fine di ogni cosa compresa la vita stessa.
Voglio essere sorpreso e dire :
"oh tutto è finito cara è tempo di morire"
Voglio morire con il pezzo di pane in gola
mentre l'Ond rende mia figlia sola.


Spirito Dell'Orso Nero :
Sono divorato da uomini claudicanti,
miseri pezzenti che gridano onore dietro canti
mentre pisciano di notte il letto
per il nero che nel loro cuore metto.
Perchè dovrei aiutarti sciamano triste e solo
a renderti sorpreso nel tuo ultimo volo?


Sciamano :
Perchè mi conosci da quando sono nato
con te ho percorso i boschi del fato,
L'infinito che hai messo nel mio corpo malato
mi ha reso fratello di tutto il creato.
Ho visto quando ti tagliavano la testa
e con il tuo sangue facevano festa.
Stolti uomini incapaci di comprendere il segno
marciranno loro stessi in modo indegno.
Ti hanno strappato l'anima e rinchiusa nel fodero
ma tu li hai perdonati perchè sai che il loro spirito è povero.
Quello che ti chiedo ti farà soffrire
perchè nell'oblio non ci sarà un divenire.


Spirito Dell'Orso Nero :
Comprendo il bianco che viene dal nero
figlio dell'appeso all'albero vero.
Comprendo l'amore che provi per il mondo
tanto da volerne toccare il suo fondo,
precipitando con coloro che operano
per distruggere l'anima invano.
Ma chiedi la tua condanna eterna
facendo bramire la vita interna.
Anche se al primo varco come guardiano
sono stato assegnato,
non ho il potere di dare l'oblio
qualunque sia da pagare il fio.


Sciamano :
Allora Grande Spirito dell'Orso
devo seguire il mio corso?
Vedo i fratelli affogati nel fango putrescente
catturati,uno ad uno, dal drago lucente.
Come posso lasciarli soli nell'oscurità
senza il calore dell'umanità?


Spirito Dell'Orso Nero :

Puoi camminare sull'acqua del mare
ridere della pioggia e cantare.
Puoi sentire gli uccelli in silenzio
che parlano dei segreti dell'assenzio.
Del fuoco hai visto lo spirito
che danza come il fauno antico.
Infine alla terra ancora chiedi
del buio che io diedi?


Sciamano :
Non capisco fratello, amico e compagno Orso
non ho mai fatto tutto ciò anche se ne ho avvertito il morso.


Spirito Dell'Orso Nero :

Povero sciamano sei nella stretta
avrai quello che chiedi con molta fretta.
Ma non per perdere ciò che hai trovato
ma per comprendere il tuo potere innato.
Ricordati ciò che non comprendi
che dopo il bianco il rosso pretendi.
La fine che hai visto è solo l'inizio stesso
di una grande guerra che renderà il mondo fesso.
E' giunto il tempo di tornare oltre la divisione
non dimenticare mai la tua compassione.

giovedì 30 giugno 2011

domenica 15 maggio 2011



Perduta la via, perduta la barca affondata nel mare perso durante la tempesta. Cosa rimane disperazione,fame, morte?
No.
C'è sempre qualcuno disposto ad aiutarci, colui che amiamo, chiunque esso sia.
Dobbiamo solo ricordarci di amare, anche nella prigione più oscura o nelle profondità fredde e dimenticate dell'universo.
Nella nuova isola, non più deserta, sarà possibile costruire un nuovo mondo.


E' arrivato il tempo di guardare in faccia la realtà e comprendere che le differenze sono solo apparenze.

giovedì 24 marzo 2011

Cambiamento

Come l'acqua che scorre nel fiume
attraverso l'inizio e la fine crescendo,
mai cessa il cambiamento al lume,
benevolo e saggio, del sole stupendo.
Invero paura e stoltezza appellano
...accorati inganni di ferma attesa,
mescendo nel profondo inferno il vano,
esperire di una lunga contesa.
Ne sotto ne sopra è l'essenza amata,
torcendo invano un cammino forzato,
ora lasciati andare, anima incantata.

martedì 19 ottobre 2010

Tornato!



Anno nuovo.

E' iniziato un nuovo anno, l'orso va a dormire e sognando crea la sua realtà.
Tristezza,felicità, amore,odio, forza,debolezza, coraggio e pavento ogni cosa l'orso mette sotto il cuscino di foglie d'acero assieme ai denti delle sue prede, aspettando la fata che trasforma l'argento in oro.
Ma la fata quest'anno non verrà, è stata catturata dal drago a tre teste. Prigioniera di chi nega la sua esistenza,langue grattandosi la schiena con la bacchetta a forma di stella in una dorata gabbia ove il passero canta al levar del sole ineffabili parole di virtù obliate.
Il curatore del blog dovrà sopportare così l'orso mannaro per tutto l'inverno con la sua filosofia da quattro soldi sul mondo. Non è facile cercare di scrivere con un orso mannaro alto tre metri accanto a te che borbotta nel sonno su quanto idioti sono gli uomini a venerare un Dio in scatola, o a credere che le sue parole si trovino tra le foglie pressate e rilegate di alberi trucidati. E non credo nemmeno sia facile per un orso mannaro dormire in un letto fatto per uomini, ma la fata prigioniera esige che l'orso quest'anno non vada in letargo.
Non leggete questo blog se volete dormire la notte, se non volete interrompere il vostro letargo congenito.
L'argento non si trasforma in oro quest'anno, rimarrà pallida luce lunare capasce di offuscare il sole al meriggio.
Se immergerete il dito nell'argento vivo correrete nudi nella foresta ad invocare Sileno chiedendoli di porre fine alla vostra mente ma lui apparirà solo per ridere di voi.
Qualcosa sta cambiando nel mondo.

martedì 20 ottobre 2009

Dopo un anno di orsare in beata tranquillità ( si come no ), mi sono ricordato che quando sognavo mi piaceva scrivere delle poesie.
Inutili e prive di senso ma oniriche.
Come un sogno si leggono e non si capiscono nascondendo un significato che forse è importante ma forse non lo è.

I cinque elementi
Tutto è connesso dall'Uno infinito
evoluto dal seme del filo ordito,
rinato e perso dalla sua durezza
rispiega le ali alla purezza.
Ahi se non fosse per il dolore
ancora di rosso ne avremmo l'odore,
chiara e cristallina sarà la sua ascesa
quando ne gusteremo la sua discesa.
Uno più adesso non è nel profondo palmo
arriverà il giorno in cui l'io sarà calmo.
Freddo e gelo saranno allora il futuro
unica speme di chi è ancora duro.
Orsù riscalda il tuo cuore,
cresce in te il filo adamantino,
obnubila cosi il tuo dolore.
Arrivato il seme alla vendemmia inaspettata
ricordati di coprirlo tosto dalla grandinata.
Inspira il fumo, sciogli e dissolvi i tuoi nodi
ama l'amore dei mille ed uno modi.
Ecco che infine l'uomo è nato
terra del seme e vita del fiume isolato.
eppure il tempo è già finito ed incominciato.
Ricordati che i due ti aspettano ancora
espressione dell'Uno riflesso nella nata ora.


E cosi come la fiaba della terra che racconta all'acqua come il fuoco amasse l'aria, nell'etere risuona ancora un ricordo.
Basta solo saperlo ascoltare.

Tutto è puro per i puri
Ora tra le stelle guarda l'anima benedetta
miserie e pianti con l'occhio esterno
navigano il mare dell'illusion maledetta.
Ineffabile è il fato eterno
amare senza speme la materia mai nata
madre di vita e del padre perno.
Unica gioia col Sole rinata
nel sangue e nella carne del proprio destino
distrugge e trasforma la croce arrossata.
Ancor non è giunto il momento divino
mare solare e terra lunare
unite e separate dal sognar discontinuo.
Nella morte dell'istante il momento appare
demoni ed angeli tremanti volti infuocano
impassibile è l'uomo che non ha smesso d'amare.
Segreto celato dal verbo di coloro che Lo invocano.


Amare la purezza o essere puri nell'amore, forse non vi è differenza o forse è la stessa che intercorre tra l'uomo ed il suo riflesso nel mare.

Anima uomo Animale
Lucide ombre che echeggiano il sole
amati vessilli di perduta prole
veraci segni dei sette elementi
ispirate colui che percorre i nove intenti.
Amore sublime della via ardente ecco
chi con saggezza mostra l'acuto becco.
Orsù esplora dei bastoni l'angolo acuto
rischiara il percorso del figlio perduto
vigila col sinistro occhio il calice colmo
orpello e fregio del vecchio albero di olmo.
Ora l'artiglio incide il legno
ricordati del nero quando lasci il segno.
Simbolo di rara virtù dovrai scoprire
obliando nel sonno il nostro eterno perire.
Luce divina al coraggio votata
eterno divenire della mente incantata,
onda divina del fuoco eterno,
nome sapiente del segreto perno
emetti il suono segreto che paventa l'inferno.
Allora il piano sarà compreso dall'esterno.
Quando il suono tu griderai
un unico Maestro in vita udrai,
insito nel mantra del divino divenire
là comprenderai il tuo eterno perire.
Allora tutto sarà chiaro
la luce della via sarà come un faro
unitamente comprenderai la conoscenza
persa non più nel colore della sofferenza.
orquando il sacrificio del cuore sarà
gioia dall'alto l'anima vedrà
udrai la voce del comando
fischio notturno e voce reale
om ed ein distinti dal male.


La via che le emozioni delineano per l'uomo è intessuta di carne e sangue, ma l'uomo indosserà tale manto odorando la somiglianza o calpesterà il sangue?
Vorrei dare una risposta, ma conosco soltanto le ragioni della mia scelta.

La bestia sogna
Stanotte mi trovai in un mondo obliato
oscuri pensieri e versi struggenti
gemeva il mio cuore da tempo dimenticato
nel suono di terse stelle lucenti.
Oscuro piede nella fossa
dito splendente al chiaro di luna
e ventre peloso nell'aria mossa
lambivan il creato sognando la duna.
Lacci e legami cingean le mani
orridi laidi, sporchi di sangue,
ricordi di un obliato domani,
senza voce parlavan tre lingue.
Oh se potessi muovere il dito
innalzare il piede dal fosso
navigherei verso il mare proibito
lacerando il vestito del cuore commosso.
Eppure preferisco restare
tra tanti doni che il ventre riceve
accettai quello di diventare
rimpiangendo il giorno che sarò coperto dalla neve.
gioia e felicità dal nero al bianco sarà un giorno svelato
orquando gli occhi l'orso aprirà dal suo mondo incantato.

L'uomo divenuto bestia, o la bestia divenuta uomo sogna, e nel sogno sa di sognare.
Quanto soffrirà prima del risveglio, quanti mondi verranno creati e distrutti nel profondo russare dell'orso in letargo?

Il respiro del gatto.
Incredulo osservare del mare silente
lento sembiante di calma apparente
rievoca il respiro del gatto sognante,
ermerso dai regni del sole raggiante.
Sogni a metà con gli occhi socchiusi
piccolo gatto dagli artigli richiusi,
ispido e morbido col devoto respiro
ritorni silenzioso nel maestoso giro.
O adorato riflesso del sole
dinamico raggio della perduta prole
esprimi l'ineffabile leggerezza
lasciando al gatto la via della salvezza.
Gatto nascosto dal sole dorato
asperso del riso del dio fatato,
tutto si ferma nel tuo respiro
tutto ritorna al prossimo giro.
ormai il sonno è finito, ma il gatto ancora respira sopito


L'orso osserva il gatto che dorme e nel suo respiro percepisce l'infinito.
Allora si rende conto che il suo letargo è finito.

venerdì 24 ottobre 2008

I mondi.


Un sogno.



Una volta feci un sogno,in questo sogno nascevo vivevo e morivo.
Come il battito di un ciglio, ogni vita trascorreva nell'illusione di eternità.
Un giorno mi resi conto di sognare e volli svegliarmi, trovai un nuovo mondo in cui non si nasceva ne viveva ne si moriva.
Era un bel mondo e vissi là per un attimo, tra il battito di un cuore ed il successivo, nell'eterno divenire toccai il vetro dell'anima. Ma al suono fesso degli artigli capì ancora una volta di sognare comprendendo che non sono io che dormo ma sono solo un sogno.
Di chi sono il sogno?
Dell'anima, di Dio, di un gatto che dorme sul mio letto?
O forse sono solo il sogno dell'orso in letargo?


Stanotte mi trovai in un mondo obliato
oscuri pensieri e versi struggenti
gemeva il mio cuore da tempo dimenticato
nel suono di terse stelle lucenti.
Oscuro piede nella fossa
dito splendente al chiaro di luna
e ventre peloso nell'aria mossa
lambivan il creato sognando la duna.
Lacci e legami cingean le mani
orridi laidi, sporchi di sangue,
ricordi di un obliato domani,
senza voce parlavan tre lingue.
Oh se potessi muovere il dito
innalzare il piede dal fosso
navigherei verso il mare proibito
lacerando il vestito del cuore commosso.
Eppure preferisco restare
tra tanti doni che il ventre riceve
accettai quello di diventare
rimpiangendo il giorno che sarò coperto dalla neve.
gioia e felicità dal nero al bianco sarà un giorno svelato
orquando gli occhi l'orso aprirà dal suo mondo incantato.

Anche io voglio acculturare l'italia.


(Grazie per esistere sei sempre nei nostri cuori.)

Dato che il buon vecchio Silvio ha deciso di regalare agli italiani la possibilità di farsi una cultura completa sotto tutti i punti di vista con la sua nuova università delle libertà, io non voglio essere da meno e regalo un master a tutti i giovani laureati in tale facoltà.

giovedì 23 ottobre 2008

Il sesto senso.

Cos'è il sesto senso?
Pensate di essere un pittore e sbadatamente vi accorgete solo dopo aver dipinto il quadro che il colore che avete usato è identico a quello della tela.
Paesaggi, mari, monti, donne che mostrano il seno ammiccante e uomini sopiti nell'albero sfrondato respiranti il silenzio dell'attimo, tutto ciò che avete espresso dal vostro cuore è là davanti a voi ma nessuno può vederlo. Nemmeno voi stessi quando aprite gli occhi dal mondo raggiante della creazione siete in grado di vedere. Allora in questi casi il pittore si dipinge anch'esso nel quadro usando il suo stesso sangue, e goccia dopo goccia il rosso diventa marrone, poi nero, poi d'improvviso un guizzo rosa seguito dal giallo che tramuta in verde speranza dell'azzurro fino a tornare all'indaco vermiglio, alto quanto basso, presuntuoso quanto inutile, umile quanto dominante . E cosi il quadro può essere osservato, prende vita nella goccia versata, prende il colore che è stato donato. Il pittore tutto felice muore nel quadro e come spirito torna ad osservarlo, lontano e vicino, dal cuore il soffio lasciato, dagli occhi il raggio spento.
Ma con orrore il pittore si rende conto che quel quadro non è il suo, ciò che vede, impronta del suo sangue, non è ciò che aveva dipinto con mano ferma e sicura e mente posta nell'occhio della creazione. Ciò che si vede cos'è? E' vista del raggio che procede il cuore, è suono del sacrificio, è odore del sangue versato, è tocco ultimo dell''ignoranza, è il gusto dell'errore troppo tardi compreso.
Eppure dietro quei cinque sensi, dietro la macchia bella come la guerra e mortale come la donna dal seno ammiccante, esiste nascosto e perduto il sesto senso.
L'orso che vi grida alle spalle pronto a divorarvi in una foresta buia ed illuminata dal chiarore della luna lo sentite?
La luce che la donna emette stesa sulla spiagga a prendere il sole la vedete?
Nel bianco sul bianco, nel nero sul nero, l'uomo avverte il disegno del pittore ma anche il muto stupore del sangue ignoto.
Ecco quello è il sesto senso.
Se non avete capito cos'è venite di notte nel bosco dell'orso e ve lo spiegherò di persona.

La danza sciamanica.


La vignetta fa schifo perchè ho massacrato il curatore del blog per essersi vestito in quel modo, quindi non era in grado di disegnare bene con le braccia spezzate.
Parliamo di un argomento poco noto, ma abbastanza caro agli orsi mannari : la danza.
Si anche noi orsi mannari danziamo, nonostante la panza. La danza però non è quella di voi esseri umani , ogni orso trova la propria durante il corso dell'esistenza e la usa per danzare tra i mondi. Alcuni sciamani hanno copiato da noi orsi mannari tali movimenti, mettendo su una teoria alquanto strana sul perchè si deve danzare in un certo modo e non in un altro, tale teoria va sotto il nome di danza sciamanica.
Ma sarà bene raccontare con ordine come gli sciamani sono arrivati a danzare tra i mondi.
Tutto ebbe inizio decine di migliaia di anni fa, quando l'uomo iniziava a porsi interrogativi importanti sul come perchè e quando mangiare. Tra questi uomini ce ne stava uno in particolare che ripeteva continuamente queste domande, tanto che spesso si dimenticava la parte finale chiedendo solo il come e perchè.
Chiedeva ad un sasso "come, perchè?"
Chiedeva ad un frutto "come, perchè?"
Chiedeva ad un'altro uomo che si faceva di brutto le sue tredici concubine "come, perchè?", ottenne risposta solo in quest'ultimo caso divenendo lui stesso la quattordicesima concubina.
Cosi gli uomini domandavano e domandavano, ed un giorno uno di essi finì in una caverna buia, cosi buia che non vedeva nemmeno se stesso. Il caso volle che in quella caverna stesse svernando un orso mannaro particolarmente antipatico ( caratteristica tipica di noi orsi mannari, vincitori per tre eoni di fila del premio il miglior sorriso antipatico del multiverso ), che appena sentì l'uomo camminare nel buio decise di farli uno scherzetto.
"Ehi uomo" disse l'orso mannaro con una voce cavernosa, "vuoi sapere le risposte alla tue domande?" aggiunse facendo tremare l'oscurità.
L'uomo rispose "si, voglio sapere il come e perchè di tutto".
L'orso mannaro disse "Se vuoi sapere devi imparare a danzare tra i mondi chiusi dentro te stesso".
L'uomo rispose "non capisco cosa vuoi dire, ma insegnami a danzare voglio sapere"
"Non farà tanto male" disse l'orso mannaro e sbranò l'uomo di cui rimasero solo le ossa, poi le avvolse di pelle di lupo e mise sul teschio delle penne di corvo.
"Allora sciamano hai capito come si danza nel buio per viaggiare tra i mondi?" disse l'orso mannaro.
Lo sciamano rimase in silenzio per circa un migliaio di anni e poi disse "no".
Ripercorriamo cosa avvenne e come mai giunse a tale conclusione.
All'inizio lo sciamano nel silenzio aveva visto di non essere un corpo, di non essere carne, di non essere nemmeno ossa ma di essere un uovo.
"Cazzo" pensò dopo i primi secondi lo sciamano, "sono un uovo".
Rimase cosi per un centinaio di anni a trovare una risposta alla domanda "è nato prima l'uovo o la gallina?", ma non trovando risposta abbandonò la domanda. Poi studiandosi meglio capì che in realtà era un uovo particolare, se si toccava in un punto ( non il famoso punto G ) iniziava a vedere ed a sentire come se avesse un corpo reale.
Era un punto di contatto attraverso cui passavano dei fili, lo avrebbe chiamato punto di falso contatto se fosse esistita la corrente elettrica a quei tempi, ma lo chiamò punto d' unione.
Cosi lo sciamano scoprì dopo un centinaio di anni il punto di unione.
Andò avanti tastandosi tutto, e scoprì che quel punto poteva muoversi in particolari condizioni. Ogni volta che si muoveva vedeva cose differenti, reali tanto quanto lui.
Iniziò a vivere in altri mondi, tanto che si dimenticò di essere un uovo e tornò ad essere un uomo.
Passarono cosi quasi mille anni, poi una notte lo sciamano ebbe freddo dato che aveva le ossa scoperte ed uscì fuori dalla sua capanna guardando le stelle nel cielo.
Non si sa bene ne come ne perchè ma si ricordò in quell'istante di essere nuovamente un uovo, allora disse "basta voglio uscire da quest'uovo".
Aprì l'uovo, un'operazione difficile dato che era come aprire se stesso, il giorno in cui si festeggiava la resurrezione di un uomo che non era morto, e scoprì una cosa che mai si sarebbe aspettato.
Fuori dall'uovo era pieno di ragnoni giganti che tessevano fili spessi come catene da un uovo ad un altro. Erano centinaia di migliaia le uova legate dai fili, ed ancora di più erano i ragni che si muovevano alacremente da un uovo ad un altro.
"Salve" disse lo sciamano ad un ragno che fissandolo stupito si era fermato a guardarlo.
"Sono un uovo di ragno? Sono vostro figlio?" disse lo sciamano cercando risposte alle sue domande.
Il ragno iniziò a ridere, una risata orribile e putrida, e torcendosi sulle sue otto zampe disse "tu figlio nostro? No, sei solo la nostra cena".
Lo sciamano scappò uscendo dal suo guscio ormai rotto e corse lungo i fili del destino, taglienti come coltelli, più sottili di un capello e più resistenti del diamante. Corse per un tempo infinito, circa un secondo, e poi cadde nel vuoto.
E cosi che svegliandosi dal silenzio rispose "no" all'orso mannaro.
L'orso mannaro disse "sono stato un po cattivo a farti conoscere la verità uomo sciamano", e poi sospirando soggiunse "tornerai dai tuoi fratelli e racconterai un mare di balle sulla danza degli sciamani, sul viaggiare nei mondi, sull'essere ed esistere per avere le risposte alle domande che avete dimenticato".
Lo sciamano ancora sconvolto disse "si farò così, ma non parlerò mai della danza degli orsi mannari".

Canto sull'illusione.

Oggi sono serio, domani no e ieri nemmeno, e fra un po' e poco prima neppure.
Quindi nell'attimo in cui gli artigli fremono sul vetro vi dedico tre poesie che narrano di un argomento caro e sconosciuto all'uomo.
Sono tutte una stessa storia, la stessa storia ripetuta infinite volte inutilmente.
La storia dell'uomo che si illude.

Il cerchio dell'illusione.
Ispido manto dell'orso cantante
lacera il guanto dell'uomo sognante.
Corvo solitario all'albero appeso
emetti il suono del respiro sospeso,
riecheggia nel mondo la nota vibrante
catturata dal vero sciamano danzante.
Hai dormito sospeso sul vetro eterno
insipido dono del Dio inverno,
ora svegliati dal sonno forzato
desta il ruggito del leone alato
emetti il suono dell'aquila benedetta
lambendo il mare della sfera perfetta.
La passione celava il sogno infranto
iridescente raggio del vetro che canto,
languida carezza del filo argentato
lasciata oramai al figlio del peccato.
Usa l'artiglio del lupo dorato
spezza il vetro del sole argentato,
invero scoprirai la verità infernale
ombra sospesa dal guado del male.
Nulla esiste nel riflesso spezzato
e l'Illusione il Dio che ho creato.


Il cerchio degli elementi.
Il sospiro accoglie la terra amata
lambendo la pioggia scrosciante del cielo
come neve imbianca la navata
edificata dal magma del nero pelo.
Riecheggia ancora il suono dell'armonia
correndo sulle ali perdute del vento
ha ancora il sapore della retta via
immerso nel ricordo chiuso dal tempo.
Oh se potessi essere ora
demone ed angelo al mio cospetto
eviterei il giudizio sospeso finora
guadagnando degli elementi il rispetto.
Loro ridono del mio pensiero
inneggiando canti di fauni danzanti
eppure nel loro dolore comprendo il nero
lasciato da chi vide le spire fumanti.
Ecco che il cerchio chiude aprendo
mare dell'aria e terra del fuoco
emettendo il soffio che io rendo
navata bianca che crolli con poco.
Tutto si ripete nel ciclo infinito
illusione che appare puntando il dito.



Il cerchio della vita.
In te il ricordo accende il fuoco,
lascito ancestrale del doppio fremente,
carne innocente servita dal cuoco,
eburnea storia grondante di mente.
Ricordi il fuoco spento
chiave dell'occhio tinto di vetro?
Hai perso nell'oblio il sacro vento
illuminando il piede sul sole nero.
Oramai è giunta l'ora
destino lo chiami del futuro passato
epitaffio nascosto nel buio che adora
luce nera del sole guardingo e celato.
Lasciati illuminare spezzando l'anello
avulso nel cerchio macchiato di sdegno
vai combattendo con la spada il bello
istrione maestro che ha il tuo cuore in pegno.
Tuttavia il vetro non si spezza al suono vermiglio
accetta il silenzio guardando il figlio.



I tre cerchi che si intersecano, sacri e sacrileghi, nelle mani dell'uomo.
Spezzarli o incatenarsi? L'ovvia risposta è il motivo per cui siete qua.